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Dal punto di vista strettamente marziale, il Vietnam si
distingue dagli altri paesi del sud-est asiatico per la
complessità del suo panorama tecnico: a causa delle
vicende politiche subite in un passato più o meno
lontano, in Vietnam si sono diffusi molti stili di arti
marziali, in parte in concorrenza con lo sviluppo delle
scuole autoctone di stili vietnamiti. L'occupazione
giapponese nel corso della II guerra mondiale e, in seguito, la
presenza di reparti coreani al seguito delle truppe
statunitensi hanno determinato la
diffusione di stili molto lontani dalle tradizioni
locali, come il Judo e il Tae Kwon Do,
che sono oggi molto popolari anche in
seguito al loro riconoscimento come sport olimpici.
Le relazioni con la Cina, che risalgono a tempi remoti,
sono risultate più proficue sul piano dello
scambio culturale: in Vietnam sono infatti molto diffusi gli stili di
origine cinese, soprattutto in quelle città, come Ho Chi
Minh City (Saigon), nelle quali è presente un forte
numero di immigrati cinesi. Una delle principali ondate
migratorie si verificò a partire dalla seconda metà del
XVII secolo, con l'avvento al potere della dinastia Ching
(1644), di origine mancese, e fu costituita
prevalentemente dai sostenitori della decaduta dinastia
Ming. L'ultimo flusso migratorio avvenne tra la fine
degli anni '30 e gli anni '50 del XX secolo, inizialmente
a causa dello scoppio della guerra sino-giapponese
(1937), poi in seguito alle drammatiche
vicende che portarono alla presa del potere da parte di
Mao (1949). La presenza di maestri cinesi ha avuto
un'influenza notevole sull'evoluzione degli stili
autoctoni, ma d'altra parte gli stili cinesi in terra
vietnamita hanno subito un processo di "vietnamizzazione",
che li ha differenziati dalle scuole originarie.
Nonostante queste interferenze, in Vietnam si continuano a praticare stili
puramente vietnamiti, come il Binh Dinh, spesso conosciuti in
Occidente con il nome generico di Viet Vo Dao.
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